un anno mai nato

facciamo in fretta

a dimenticare

a medicare le ferite con cura

ad abortire il male,

leggo i tuoi pensieri da lontano

credo di sentire le tue paure

la tua tristezza

tra un piatto e l’altro,

facciamo in fretta ad uccidere

chi è già morto

tanto era vecchio

tanto era la sua ora.

abituato e pratico

a tratti pare storia

medioevo tra mani piegate

e sanno parlare si

ma soltanto in dialetto

e a tanti incomprensibile,

non per me che son locale

abituato e pratico

a tradurre

e capire che son bestemmie raffinate

contro la vecchiaia ingrata.

spremiaglio

c’è una fila

di poeti

senza più idee

che aspettano l’ispirazione

come una liberazione

un eccitante

nelle vene per vivere,

guardo

divertito le parole

che si incastrano come le paure

le spiegazioni

le conoscenze e lo sbattere la porta

in faccia

a chi chiede.

oggi soleggiato

da questa sponda

il sole muore prima

si appoggia per un attimo

sul profilo del cuore

poi sparisce,

non avremo

un’altra occasione

e forse l’abbiamo sprecata

questa

senza una ragione.