rivoluzione

le case

color grigio

le scale interne

dipinte e graffiate

e un suono

improvvisato

usciva dalle finestre,

ascoltavo la rivoluzione

dietro l’angolo

vestito di stracci

e speranza

notizie insperate

e si poteva fare

lottare.

attimi

si rubano

i baci

nella fretta di tornare

di pensare

dentro il giorno,

tra le gente

nascondiamo l’amore

quasi un segreto

un rifugio

il respiro.

ci vuole tempo

ascoltare nel buio

la pioggia

in questa notte d’aprile

e sentirti accanto

dormire,

ci vuole tempo prima che passi

forse una vita

e germogliano i rami

in ogni primavera

e pianto,

mi alzo

è domenica mi pare.

poesia d’amore

sono diventati uguali i giorni

a quelli che conoscevo

nei riccioli ribelli

e i pantaloni gonfi,

nel grano ti ascoltavo gemere

e le labbra gonfie di parole leggere

e forti

insieme,

ma cucinando vengono questi rimembri

la bocca sporca di sugo

le mani di prezzemolo e aglio

e metto il tempo,

non so e non voglio saperlo

dove sei ora

ma quell’amore è rimasto negli occhi

com’era.

l’oggi

quanto lontani

adesso

sembrano gli amori

i miei,

tutti in fila

come dipinti mai finiti

o incorniciati

appesi,

l’oggi

è solo un attimo

un passaggio

una caramella scartata.

scrivere

piegati su se stessi

accartocciati

i pensieri

di oggi da scrivere,

passeggiando nel mattino

t’imbatti già

nel coglione

che si lamenta,

lo ascolti il meno possibile

l’ho imparato

costretto

di questi tempi,

la solita delusa nel giardino

ha voglia

di raccontare

le sue disgrazie leggere,

è un funerale in fondo alla via

sembra

ma va di fretta

come tutto il resto,

arrivare a sera intatti

è difficile nel mio quartiere

ci si sporca sempre

di stupidità.