adesso

davanti alle piazze

escono le parole

e chi ascolta diventa di parte,

una volta

i ciarlatani erano migliori

più convinti,

adesso

chiunque è oratore

anche il sordo.

dai silenzi

dai silenzi

ai primi rumori

dal buio

alla piccola luce

lungo le pareti del risveglio,

tu entri nella mente subito

leggermente sfocata e senza voce

i grandi occhi contro

e il calore dell’abbraccio

e dei baci addosso,

è solo un pensarti ancora.

panchine vicine

vecchie chiappe

poggiano al parco sulla panchina

senza più fretta nel voler apparire

ne desideri forti da sfamare

mentre intorno

giovani chiappe raccontano l’estate

di mare e di sole

d’avventura e di sfumatura

appena tornate e colorate

sorridenti a mille denti

e cuori infranti,

ah quanto è bello guardare

il mondo tutto

intorno ruotare.

fine agosto

scritto sui muri

della politica

delle speranze,

siamo tutti intorno

ad un tavolo

dove si mangia e si respira,

tanti guardano

e non partecipano

sopportano,

pochi si staccano

per capire

ed inventare.

respiri rimasti

troppi voli

pindarici tra la gente

tra i volti

mani che si sfiorano

anime che si cercano fremendo,

respiri rimasti

regalati

allo scandire del tempo

finché dura

fin quando smette.

l’inutile

scrivere poesie

è inutile

perchè chi le legge

e non sa scriverle

è invidioso,

chi sa scriverle

e legge

diventa geloso

quindi è vero che i poeti

non valgono niente.