erano anni

Blog1957

una vecchia

olivetti

che scriveva davanti alla finestra

i suoi battiti

e i suoi colpi secchi rimbombavano

per strada,

le prime parole

messe insieme per far frasi

per raccogliere emozioni

e delusioni

da una striscia violacea

d’inchiostro,

erano anni

che si poteva sognare e anche sperare.

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novembre

novembre muore

stasera nella fitta nebbia

che in silenzio

si è adagiata

tra le case e i rami

e nei cuori,

novembre muore

con i suoi ponti crollati

i campi e le strade inondate

con le fabbriche occupate

e i tanti stolti

che non risolvono mai niente,

novembre muore

come è morto anni fa

e l’anno scorso

adesso

e gli anni che verranno

perché nulla cambierà.

le bancarelle

Blog1957

lungo il viale

del centro

le bancarelle mi attirano

i profumi

gli odori di stagione

e le castagne nel pentolone,

i volti

sorridenti

che acquistano ogni cosa

nelle prime sciarpe

e nel timido sole

di oggi,

potevamo

essere insieme qui io e te

tra la gente che vive

e sorridere spensierati

e dirci sulle labbra

avevamo ragione.

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anni 60

Blog1957

grandi palazzi

tutti uguali e gialli

piccole vie

aiuole e piazze dove giocare,

megafoni per vendere

seicento e giulietta

vespa

per scappare la domenica dalle fabbriche,

di quel fascino

son figlio e testimone

di quei sorrisi e banchetti per strada

sono nostalgico.

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l’arca di noè

le lancette

toccano le ore

le passano

le ripassano

e il giorno ha luce e buio,

il respiro

e i battiti non smettono

non cambiano

in questo vivere

trovato e non cercato.

la nebbia

lungo

il viale di foglie

gli alberi

bucano la nebbia

grigia

fredda

oleosa,

che pensare

vai avanti lo stesso

lentamente

perché

conosci la strada

le case

il destino.

raccontare

camminare

al tuo fianco

con i piedi tra le onde

in questo poco sole

e freddo sole,

raccontare

tra un bacio e l’altro

un sacco di cose

di errori

di vergogne,

ridere

delle rughe

delle mani che toccano

delle onde del mare

che non sembra nemmeno freddo.

di te

ora

ascolto

il cuore

nel guardarti,

un tempo

i tuoi lunghi capelli

si perdevano

nelle mie mani,

mi alzo

e scrivo ancora

di te

di noi.