aprile

ti vorrei chiamare aprile

per i tuoi occhi

dolci

gentili

nascosti dalle prime foglie

le prime rughe,

quell’amore che è sembrato irripetibile

unico

travolgente

s’è fermato nel vento

negli sguardi

nell’andar via,

ti vorrei chiamare aprile

il mese più bello.

sono

sono

la voce

di chi non parla

di chi la notte non dorme,

l’udito

di chi non sente

il tatto

di chi non conta,

sono

il contrario

di chi nel silenzio

sopporta,

di chi nella paura

accetta

non rifiuta

soccombe,

sono la strada

di chi viaggia e vive sognando

di chi affronta ogni giorno

le instancabili onde,

di chi

crede e ha creduto

che la vita è bella comunque

e dovunque.

m…..

resto

a guardare

le crepe del tempo

nel cuore

i tanti che non ce l’hanno fatta

i giovani boriosi

per strada

le nuove decisioni

i cambiamenti del convivere

la politica ciarlatana

i tanti truffatori

disonesti

e i cannibali in ogni dove

come funghi

come fango

attonito

e convinto

che tutta questa merda è sempre più merda.

respiro moderno

Blog1957

si riempiono i rami

di piccole foglie

lungo il viale diventato l’ora d’aria

di questo mio respiro moderno,

le scritte sui muri

le conosco quasi tutte e non sconvolgono più l’animo

ho visto anche amici e conoscenti

morire nel silenzio

e non avere nemmeno l’ultimo saluto

ho visto lacrime bagnare la mascherina

nel raccontare il dolore

e nell’affrontare il futuro con dignità sconosciuta,

si riempiono i rami

di piccole foglie

lungo il viale diventato l’ora d’aria

di questo mio respiro moderno.

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dente di leone

il prato

è colmo di chiome bianche

che aspettano solo un soffio leggero

per volare lontano,

intatto

come l’amore prima di scoppiare

senza paure

e dolori.

la fiesta

e rincorri

i miei occhi

mentre volteggi nell’aria

primavera,

nella piazza vuota

hai gridato ti amo contro il vento

dentro il sole

nella gioia,

mi passa

il profumo e il ricordo

come una lama

nel cuore.

a livella

senza voci

questo risveglio

quest’altra domenica

senza meta

rinchiusi ancora

nel proprio recinto,

cavalli di razza

puledre

o ronzini

tutti uguali

nell’ingoiare paura

e obblighi.