l’orologio

la pioggia

ha sempre del romantico

e l’ascolti,

l’orologio

alla parete picchia

divide il tempo,

devo aspettare ancora

per avere le tue mani sul petto

e i tuoi occhi d’amore.

maggio che muore

anche tu

fai parte di maggio che muore

dell’anima che si spoglia

dei dilemmi

irrisolti,

le tue gambe

sanno accogliermi

con tanti passi

e gli occhi brillano

ogni volta che posso ascoltarti,

amo questo posto abbandonato

di vecchi mattoni rossi

avvolto dalle erbacce

calpestato e violato

da balordi,

c’è un’estate davanti con tanti confini

e ancora tante paure

e non viaggerò dove non mi vogliono

resto qui

in un cantiere morto.

devo scriverlo

da tanto lo penso

devo scriverlo

prima che passi

prima che si dimentichi,

un grazie enorme

a tutti i camici bianchi e verdi

dietro ad una maschera

a salvare respiri,

tutti indistintamente di ogni nazione

continente

fede

e religione,

scriverlo perché rimanga impresso

prima che voltato l’angolo

l’ingordigia umana

cancelli tutto.

seno caldo

quant’è

lontano quel giorno

che sapeva di mare

e di vento,

i capelli sul viso

e la camicia aperta

il seno caldo

sulle labbra,

le parole di un futuro

nelle mani strette

e il destino

granelli di sabbia.

Milano Centrale

aspetto che tu scenda

da quel treno

per rubarti un bacio

un abbraccio

ed ascoltare la tua voce,

la guerra non è finita

e il nemico c’è ancora ed è sempre odioso

ma sei qui

con i tuoi occhi

e il tuo tremore dolcissimo,

mi prendo tutto il tempo

le parole

la poesia

per amarti

e non farti più ripartire.

al telefono

la voce

soave inganna

tutto sembra normale

e gli occhi

ingannano,

la distanza

è fatta di paesaggi

di nuvole che passano

di quel treno lungo i binari

e di pioggia,

l’amore

sta seduto sulla panchina

si carica di desiderio

di dolci attimi

e di silenzio.

cielo bergamasco

una piccola notte

di stelle sparse

nel cielo nero e buio

comincerà ancora senza rumore,

si continua a vivere nelle strade

e nelle case con le televisioni che danno numeri

tabelle e contagi in diminuzione

e nessuna resurrezione,

sotto scorte armate

continuano a dire che cosi doveva andare

che han fatto il possibile

e la situazione era straordinaria,

ecco col cuore

io vorrei dire poeticamente agli incapaci

vestiti di giacca e cravatta senza colpa

un bel vaffanculo.

stanza d’albergo

dietro

le tende

di questa stanza

si perdono i respiri

e ci si coccola,

poche parole da scrivere

di poesia

tanta poesia

da vivere tra le dita

e sulla pelle,

le ore non le senti

scorrere

ma finiscono in fretta

una ad una

come vento.