amplessi sterili

i pensieri

che non vengono

sono i migliori

quelli che non ti toccano

quelli che lasci ad altri,

e il sole che ti acceca

quando è basso

e il tuo vestito corto che colora

il grigiore costante

della gente,

ti chiedono un euro ovunque

che gestore hai

e che vizi hai

per venderti qualsiasi cosa

pur di guadagnare facile,

ti provano la febbre

sparandoti in fronte godendo

probabilmente

ma sono amplessi sterili

da falliti.

nuvole sospese

questo

giugno che muore

lo ricorderemo

per molto tempo

anche se da dimenticare,

l’estate di mezzo

del pianto di tante croci

e l’incertezza

di altre ancora

al primo freddo che arriva,

sospese le nuvole

nel solito azzurro sulla testa

e il vento caldo

sulla pelle

e nel cuore.

terza finestra a destra

ti guardo andar via

dalla nostra casa decrepita

traballante,

hai una gonna corta

i passi lunghi

e non ti volti,

i capelli lungo la schiena

i tacchi alti

il profumo eccitante,

sei stata adesso

appena mia

e in un attimo non sei di nessuno.

vecchi jeans

amo

i luoghi

deserti dell’anima

le tappe del pensiero

le speranze,

poche

le persone

che hanno attraversato

catturato la mia attenzione

il mio esistere,

pochi

i sogni avverati

sfiorati

toccati nelle tasche

di vecchi jeans,

e sono qui

a cercare visioni emozionanti

per ricordare

ricostruire

un vecchio passato

che non vuol morire.

il male minore

avverrà

stasera

la commemorazione

e il concerto

per i tanti morti comid bergamaschi,

tutto chiuso

transennato

guardato a vista

come se qualcuno sparasse

le verità,

discorsi pronti

inscatolati

immagino

belle parole come sempre

per pararsi il culo.

altari

di questa notte

rimarrà

soltanto la tua voce

immaginata

e ascoltata più volte nel silenzio,

troppi angoli

in questa strada buia

e sconosciuta

per rincorrerti

e cercarti di nuovo,

due persone sembrano indivisibili

quando si amano

e tutte quelle chiese di preghiera

erano facciate

e non altari.

terra d’incapaci

Blog1957

penso

che andrò via

da questa terra d’incapaci

di aria inquinata

di acqua inquinata

di cervelli inquinati,

terra che son nato

e che portavo in alto nei pensieri

nei valori

nell’onestà di chi amministra

di chi professa

e di chi cura,

penso

e mi ricredo

davanti alle troppe bare causate

ai troppi discorsi saccenti

e alle tante attese

disattese.

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colori

colori

nell’amore

che ho vissuto

e voli alto in quei giorni

tocchi il cielo,

poi s’infila

il freddo dalla porta

senza volerlo

e ritorni a terra

come le foglie.

ovunque

l’inganno

dei respiri che contagiano

non si è capito

ancora bene,

altre vittime

ovunque

ritornano e non finiscono

c’è poca paura,

e vedi volti scoperti

aggregazioni

gente indifferente

e una massa di coglioni.

degrado

Blog1957

nella mente

l’idea

d’invecchiare senza accorgertene

e di lasciare tutto intatto

per non cambiare

e migliorare,

non sono

le tue decisioni

a far girare il mondo

ne i tuoi bassi ne i tuoi acuti

per comprarti il meglio

e non avere niente tra le mani,

e quel traffico maledetto

che ti fotte il fiato mentre pedali

perché tutti dobbiamo pedalare

e schivare ogni buca

ed ogni degrado

globale.

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