un mondo

c’è un mondo sospeso

dove non entra il presente

non piace la fretta

e nemmeno

la paura,

di pochi

il privilegio

d’esser veri e spontanei

nella loro lotta

al quotidiano,

qui invece

fanno a gara a fingere

si sbranano

e poi corrono a pregare

e a votare.

lunghi filari

lunghi filari

di vite

già spogliata

del prezioso regalo,

mi fermo

a guardarvi

sotto questo tetto di nuvole

di un autunno inoltrato,

facile

accostarvi a quanti quest’anno

hanno lasciato un ricordo

nel respiro malato.

ottobre

sbiadiscono

le tinte e i colori

lungo il giorno

e riflettono nei tuoi occhi

malinconici,

qualcosa non va

nei movimenti e nelle tue parole

ti ascolto

detesti l’autunno ripeti

io invece lo amo.

abbandonata

incolto

e sterile il nostro giardino

abbandonata la vita

in quella flebo,

te ne vai

come se fossi niente

se non avessi amato quel sorriso

cercato le tue mani,

solo un calendario

dietro la porta della cucina

con pagine da strappare

e far finta di niente.

fantasia

la tua fantasia

la getti sui muri con abilità

ma che vuoi dire

non si sa,

dillo a parole

che non vali niente

che consumi colori spray

quando è notte e nessuno ti vede,

ti riempi di coraggio

nell’anonimato

ti senti qualcuno in mezzo al nulla

e sporchi ciò che è di tutti.

la strada costretta

che ci fai qui

dove passano i treni

lo sporco

il disagio,

nella coperta arrotolato

ti senti a casa

e ti passa accanto

la fretta degli altri e l’indifferenza,

gli insulti

qualche spicciolo gettato

una bottiglia vuota

tante bottiglie,

eppure un giorno eri grande

e importante.