soliti cazzi

ho visto il giorno

schiarire nei vetri sporchi

e sentito un gallo sfigato cantare per niente

le mani nell’acqua fredda

per rinascere,

un vecchio viso nello specchio

che guarda lentamente

il declino

la violenza del tempo

e dei pensieri,

la radio trasmette dei vivi

e dei morti

la commedia quotidiana dei forti

dei deboli

e del lavarsi le mani.

e poi il vento

piccola e romantica

la nostra storia

appesa come un aquilone

ad un filo sottile,

e poi il vento

che arriva all’improvviso

contrario

controcorrente,

sento la pioggia

sulle grandi foglie

e qualche aereo partire puntuale

in orario.