un mondo

c’è un mondo sospeso

dove non entra il presente

non piace la fretta

e nemmeno

la paura,

di pochi

il privilegio

d’esser veri e spontanei

nella loro lotta

al quotidiano,

qui invece

fanno a gara a fingere

si sbranano

e poi corrono a pregare

e a votare.

lunghi filari

lunghi filari

di vite

già spogliata ora

dal loro regalo profumato,

mi fermo

a guardarvi

sotto questo sole tenue

di un autunno che arriva,

mi è facile

accostarvi a quanti quest’anno

hanno lasciato un ricordo

nel respiro malato.

abbandonata

incolto

e sterile il nostro giardino

arrugginita la lavatrice

abbandonata la vita

in quella flebo

in quella chemio fallita,

te ne vai

come se fossi niente

se mai avessi amato quel sorriso

cercato le tue mani

alzato la voce

spaccato il telefono,

i giorni sono solo un calendario

dietro la porta

della cucina

con pagine da strappare

dimenticare

e far finta di niente.

fantasia

la tua fantasia

la getti sui muri con abilità

ma che vuoi dire

non si sa,

dillo a parole

che non vali niente

che consumi colori spray

quando è notte e nessuno ti vede,

ti riempi di coraggio

nell’anonimato

ti senti qualcuno in mezzo al nulla

e sporchi ciò che è di tutti.