i rintocchi

i rintocchi del mattino

a ricordarmi che è giorno

un altro giorno

e di maggio,

quel mese che ti ha rubato

portato via

senza ragione

senza spiegazione,

indifferente la gente

la vita

passano accanto

nei colori di sempre.

qualche goccia

si ferma

qualche goccia

sui vetri

di questa pioggia,

tu arrivi

hai un sacco di cose da raccontare

e ti ascolto nell’angolo

stupito,

un giorno qualunque di maggio

e di noi.

onde morte

le onde

arrivano appena ai piedi

già morte

stanche,

il mio amico poeta si fuma

un pezzo di sigaro

aspira una vita di favole

e di tette enormi,

dio come lo invidio

ha scritto solo e sempre

ciò che voleva

e i troppi difetti della gente,

dorme sulla panchina

e mangia quando si ricorda

e le donne lo ascoltano

lo scopano,

si guarda nello specchio

e vede un sacco di rughe di altri

vede i suoi occhi riflessi

che poi sono i miei.

la mia terra

gente strana

questa della mia terra

silenziosa

curva sul dovere

devota a quella croce

vergognosa

a farsi sentire

misteriosa

nelle promesse

fantasiosa nelle speranze,

ti ferma per strada

con le parole contate

ti abbraccia

solo ai funerali

si ubriaca

ai matrimoni

accetta ogni cosa

nel senso del dovere

e sotterra i suoi tanti morti covid

nel pianto sommesso di rabbia e sopportazione.

vecchia solitudine

ricomincia il giorno

con i suoi colori e i suoi rumori

è quasi un rito un’abitudine

e ti aspetto per il caffè

i biscotti e le parole,

seduti ci raccontiamo le cose

quelle di ieri e quelle di oggi

i desideri del mare

e le speranze del vento

che tanto amiamo.

le ceneri del poeta (ancora vivo)

amico

ti sei appena messo con i piedi

sulle mie ceneri

del passato faccio parte

e di una poesia personale e unica,

la mia casa

crolla a guardarla

ma le mie liriche piacevano

innamoravano

e adesso son qui sotto,

sai quanti ne ho visti di poeti

tutti originali

e tutti fedeli al proprio io

quanti ne vedo anche adesso nel web

gelosi e permalosi come il vento.

il contatto

parole

lungo la schiena

che graffiano

mani

che sfiorano le labbra

per pochi istanti,

così ho perso i tuoi occhi

la tua presenza

il contatto

così come si spalanca un fiore

come s’affaccia la luna

e il giorno muore.

ricami sottili

nel risveglio

tra le lenzuola

ricami sottili della mente

cominciano,

il tuo passo leggero

nei sogni

e la sensazione calda

di un bacio,

il rumore

di una finestra che sbatte

forse è vento

o forse un pensiero.